DISTACCO DIFFICILE QUANDO LO LASCIO A SCUOLA

D: Buongiorno Melissa, sono Silvia mamma di Filippo, 4 anni . Ogni mattina portarlo alla materna è una tragedia, nonostante sia abituato a staccarsi da me da quando aveva otto mesi. L’ impatto con la materna non è stato dei migliori e ancora oggi mi implora di stare a casa. Le maestre mi rassicurano sul fatto che dopo pochi minuti dal distacco sia tutto passato, che è ben integrato e che gioca con tutti i bambini. Non so come gestire quei minuti di saluto quando lo accompagno. Aiutooooo. Grazie. 

R: Carissima Silvia, capisco dalle tue parole che tuo figlio Filippo soffre molto del distacco dalle sue figure di riferimento, soprattutto dalla tua di mamma, nel momento in cui deve entrare a scuola; considerando poi, le parole delle sue maestre, non credo che le ragioni siano da ricercare nell’ambito scolastico. Più probabilmente, è ancora insita in lui una preponderante ansia dell’abbandono. Mi rendo conto che, davanti ai pianti disperati di tuo figlio, l’ansia diventa anche la tua, pur essendo una conseguenza perfettamente comprensibile: questo non aiuta il tuo bambino che percepisce il tuo stato d’animo che conferma la ragion d’essere del suo.

COME AFFRONTARE IL DISTACCO

Per questo motivo ti darò alcuni consigli che possano aiutare entrambi in questo delicato momento del distacco. Innanzi tutto è molto importante che tu, o chi per te, non desistiate dall’idea di portarlo e lasciarlo a scuola, avallando i suoi desideri e le sue “scenate”, ma rimaniate ben saldi e fermi sull’idea che la scuola  sia il suo bene e che sia giusto che la frequenti quotidianamente, tanto più se, una volta che si è calmato, sta bene e socializza con i suoi coetanei. E’ molto importante, e nel tempo ti accorgerai che è la soluzione migliore, che nel momento vero e proprio del distacco, quando vi state salutando, non vi dilunghiate in baci, abbracci, o domande riferite allo stato d’animo di Filippo in quel momento. Con queste parole non intendo sminuire il suo disagio, o consigliarti di ignorarlo, ma fargli domande del tipo: “Ora come ti senti? Ti senti meglio? Ma perché fai così?” o “Non ti preoccupare, torno a prenderti, non fare così che la mamma ne soffre, etc”, accrescono in lui una sensazioni negativa, nonché l’ansia che prova nel distacco da te, perché si sente legittimato nel suo “capriccio”.

Sarebbe indicato svestirlo, magari distraendolo, parlando di cose che tu sai interessargli, un cartone animato visto insieme la sera prima,per esempio, una fiaba letta, un gioco che gli piace particolarmente fare o anche commentare il modo in cui è vestito, senza però parlare dell’ambiente scolastico in cui vi trovate e dei bambini che lo popolano. Questo atteggiamento servirà, appunto, a distrarlo, quanto meno in quei pochi minuti in cui lo prepari prima del distacco, e a non farlo cadere nel solito stato d’ansia, di cui è preda in questa fase della sua giornata. Rimandando, seppure di pochi minuti, il momento “x”, gli lascerai l’opportunità di viversi gli ultimi istanti con te, o con chi lo accompagna a scuola oltre a te, in serenità.

Il momento dedicato al saluto “finale” dovrà essere breve e senza ripensamenti: il mio consiglio è quello di chinarti, mettendoti così alla sua altezza, stringergli le mani tra le tue( ho volutamente sostituito il gesto dell’abbraccio con questo gesto, perché doversi togliere dal calore avvolgente delle tue braccia, susciterebbe più pathos in Filippo e accrescerebbe la sua sensazione di ansia), dargli un bacio sulla guancia e con un bel sorriso, cara mamma Silvia, dirgli semplicemente “Ciao!”, alzarti, girarti e oltrepassare la porta di uscita senza voltarti indietro. Questo tuo atteggiamento, magari non il primo giorno, e forse nemmeno il secondo, ma a lungo andare, ripetuto sempre uguale per un tempo prolungato, non solo farà capire al tuo piccolo grande Filippo che sei sicura di quello che stai facendo, infondendo così la stessa sicurezza anche a lui, ma anche che non c’è nulla per cui disperarsi, nulla di così tragico nel distacco tra voi. Se tu ti mostrerai sicura e serena, il rimando da  parte di tuo figlio sarà lo stesso.

Se fosse possibile, ma purtroppo non in tutte le scuole c’è questa opportunità per questioni di tempo o deontologiche, sarebbe sicuramente d’aiuto potersi fermare, o all’entrata o all’uscita dalla scuola, a fare due chiacchiere con le maestre, parlando del più e del meno: questo dimostrerebbe, in maniera tangibile, al tuo bambino, che anche tu hai un rapporto con la sua maestra, e lo aiuterebbe a vederla come una figura più vicina alla sua famiglia, di cui fidarsi ancora di più di quanto si fidi già.

Quando lo vai a riprendere e anche quando siete a casa, è molto importante che tu e tuo figlio, rielaboriate le ore passate a scuola, quindi il mio consiglio è quello di parlare insieme, e con entusiasmo soprattutto da parte tua, delle attività svolte con le maestre e i suoi compagni. Così facendo si sentirà orgoglioso del suo operato e delle sue giornate, provando il desiderio di ripeterle per avere poi, tante cose da raccontare una volta tornato a casa.

Un altro escamotage che puoi provare ad utilizzare, è quello di dargli in custodia un oggetto, che possiamo definire un amuleto, e che nella realtà continua ad essere un oggetto transizionale, che dovrà custodire per tutta la mattina. Questo servirà, nei momenti di sconforto, sopratutto iniziali, ad attenuare il distacco con la sua mamma, perché avrà appunto questo oggetto donato da te con cui consolarsi.

Cara Silvia, vedrai che con tanta pazienza, ma sopratutto con tanta tenacia e fiducia nelle vostre capacità e nelle vostre scelte, tu, e sopratutto Filippo, supererete anche questa difficoltà. Vi faccio i miei più cari auguri.