SCATTI DI RABBIA, SONO NATURALI E GESTIBILI

D:  Ciao Melissa, ho di nuovo bisogno dei tuoi preziosi consigli.  Il mio bambino di 4 anni non solo non gioca da solo e pretende l’assidua partecipazione dei suoi genitori ( ho già letto l’articolo sui consigli e li sto usando), ma obbliga me e  suo padre a seguire una sorta di copione.  Se non lo rispettiamo, ha degli scatti di rabbia, sbatte con violenza i giochi per terra e sbraita contro di noi dicendo che non gli vogliamo bene e che siamo cattivi. Io cerco di mantenere la calma ma ogni tanto la perdo e lo metto in punizione.  A me sta bene giocare con lui, tra qualche anno rimpiangero’ questi momenti, ma non tollero questi suoi atteggiamenti violenti . Grazie per il tuo aiuto.

R: Cara mamma, voglio iniziare complimentandomi con te e tuo marito che, trovando il tempo di giocare con vostro figlio, gli dimostrate con i fatti, e non solo con le parole, che passare dei momenti in sua compagnia, per voi è importante, che con lui vi divertite e che siete felici di staccare dal tran-tran quotidiano per dedicare a lui il vostro tempo. Però, c’è sempre un però dietro l’angolo, vorrei anche farvi presente che, essendo il gioco l’attività preferita dei bambini, e immagino anche di vostro figlio, dovreste approfittarne ed utilizzarlo come mezzo, non solo per osservare vostro figlio e carpire i messaggi che manda inconsapevolmente, tramite l’uso della sua fantasia, ma anche come strumento educativo con il quale poterlo stimolare, correggere, e aiutare ad apprendere regole e valori.

DA COSA SONO INNESCATI GLI SCATTI DI RABBIA

Partendo da questo presupposto, dovreste reimpostare la regola del vostro giocare insieme tale per cui non sia sempre e solo lui a imporre il copione; è necessario che gli facciate capire che nella realtà, lui non può decidere cosa e come devono agire gli altri, nemmeno nel corso di un gioco. Altro messaggio importante che deve passare è quello che quando si gioca insieme, si collabora per costruire la struttura del gioco stesso, quindi ognuno può e deve fare la sua parte.

Purtroppo, i suo scatti di rabbia sono dovuti anche a questo aspetto: lui è stato abituato a decidere non  solo come doveva svolgersi il gioco ma addirittura a imporvi cosa dovevate dire: una errore in questa rappresentazione lo fa sentire insicuro e lo destabilizza, provocando una reazione inconsulta e violenta.

La rabbia di tuo figlio è un modo per affermare se stesso e la sua volontà, e insieme un modo per trasmetterti la sua sofferenza di fronte a quello che lui vive come un torto nei suoi confronti: quello da parte vostra di aver sbagliato il copione. Ma è anche un modo con cui vostro figlio può saggiare quanto dolore arreca a chi si rivolge: quindi non lesinate ad esprimere i vostri sentimenti, di fronte ai suoi scoppi di rabbia, e in più è un modo per conoscere i suoi limiti personali e sociali, e questi ultimi siete voi a doverglieli dare.

La rabbia, un emozione che ci accompagnerà per tutta la vita, va accettata, cara mamma, non solo da voi ma anche da tuo figlio. Ovviamente bisogna insegnare a lui, così come abbiamo imparato noi adulti, a gestirla e incanalarla, e per riuscirci dovrai adottare qualche accorgimento.

COME GESTIRE GLI SCATTI DI RABBIA

Tu e il papà non dovrete innervosirvi quando sopraggiungono i suoi scatti di rabbia, se vi arrabbierete vi metterete sullo stesso piano di vostro figlio, perdendo autorevolezza ai suoi occhi, che al contrario si sentirà legittimato nel suo gesto, vedendo in voi la stessa reazione. Dunque contate fino a dieci: vedervi sereni lo indurrà a tranquillizzarsi autonomamente, dato che la situazione si sdrammatizzerà di per sè, grazie al vostro atteggiamento. Al contrario dovrete stargli fisicamente vicino,  se necessario bloccandolo fisicamente con un caldo abbraccio, atto che lo rassicurerà e lo farà sentire protetto e importante. La sua rabbia, così come ha avuto inizio, avrà fine e sarà allora che dovrete chiarire con tono disteso ma  irremovibile, che un comportamento del tipo da lui tenuto, non è ammissibile, punto e basta. Infatti troppe spiegazioni da parte vostra potrebbero non essere comprese da vostro figlio, così come spiegazioni troppo lunghe e articolate potrebbero fargli perdere il concetto strada facendo. Per rafforzare il concetto potete fargli presente che a queste condizioni e in seguito alle sue reazioni, per il momento, non avete più voglia di giocare con lui. Lasciategli il tempo di riflettere sull’accaduto.

Una volta che vostro figlio avrà sbollito la rabbia, è tempo che lo invitiate a riflettere sul comportamento che ha avuto con voi, chiedendogli cosa lo abbia fatto arrabbiare tanto e perché abbia avuto quel tipo di reazione, è bene non reprimere questa emozione ma al contrario è giusto scandagliarla. Potete, inoltre, ragionare insieme a lui in merito ad un modo alternativo di esprimere la sua rabbia la prossima volta che la sentirà uscire. Per farvi un esempio, potreste suggerire a vostro figlio, cara mamma, di sbattere il cuscino sul letto, piuttosto che i giochi per terra, e di cantare una canzone anziché sbraitare con voi. Imparerà, grazie a questa analisi che compirete insieme, non solo a gestire la sua rabbia ma anche la frustrazione di non poterla esprimere come vuole, e questo per il suo sviluppo emotivo sarà una grande conquista. Il cervello di un bambino, che si trova ancora nella prima infanzia, ha una grande capacità di apprendere e di adattarsi, e questo renderà tutto molto più facile di quanto non vi aspettiate.

Spero che la mia risposta ti possa essere di aiuto ad affrontare gli attacchi di rabbia di tuo figlio e a poterli gestire al meglio, con serenità e consapevolezza.