FIABE: TRA MAGIA E REALTA’

D: Ciao Melissa, mi chiamo Marta e sono una giovane ragazza che da qualche tempo fa la baby sitter a Samantha, una bambina che compirà presto 2 anni. Nel tempo che passiamo insieme facciamo tanti giochi, coloriamo e guardiamo piccoli libriccini, adatti alla sua età. Mi chiedo se potrei cominciare a leggerle anche le fiabe classiche… o se è troppo presto. Tu cosa mi consigli?

R: Ciao cara Marta, non è mai troppo presto: ci sono fiabe per tutte le età! Infatti già dal primo anno i bambini sono in grado di prestare attenzione a brevi racconti; crescendo poi, sono in grado di seguire storie più complesse. Le fiabe sono di per sé uno strumento educativo molto potente, poichè attraverso il loro ascolto, e in futuro la loro lettura, danno ai bambini la possibilità di conoscere quel mondo interiore, fatto di emozioni, che alberga in ognuno di noi; complice anche il linguaggio che viene utilizzato, adeguato all’età a cui sono rivolte, e quindi molto comprensibile.

PERCHE’ LEGGERE LE FIABE

Il fascino ancestrale della fiabe risiede nella loro capacità di fare appello agli archetipi, ossia a “memorie collettive universali”, che esse riescono a trasporre, con la narrazione, nella vita di tutti i giorni. Passando per l‘identificazione con i personaggi delle fiabe, i bambini imparano  non solo a scoprire le proprie emozioni, ma anche a riconoscerle e a gestirle: apprendono così schemi di comportamento sociale, imparano a trovare soluzioni a situazioni di disagio e sviluppano l’immaginazione. Non da meno è l’apporto di sicurezza che viene infuso da ciò che il bambino apprende ascoltando le fiabe, e anche dal momento stesso che l’adulto, tu in questo caso, dedica al bambino nell’atto di narrare, atto che implicitamente regala affetto. Tutti questi particolari concorrono allo sviluppo dell’ intelligenza emotiva del bambino, che non solo è importante per gestire le proprie emozioni ma anche e conseguentemente per migliorare le proprie capacità relazionali.

Le fiabe, inoltre, promuovono lo sviluppo linguistico del bambino, che grazie al loro ascolto, impara nuovi vocaboli, formule narrative, piuttosto che tempi verbali.

FIABE, QUALI CARATTERISTICHE LE RENDONO ADATTE

Le fiabe adatte alla piccola Samantha, cara Marta, devono avere alcune peculiarità specifiche: in primis tante immagini, ben delineate e riconoscibili; il testo, che deve essere breve, composto da un linguaggio chiaro e comprensibile per l’età di Samantha, ma non banale, che includa esperienze comuni a quelle dei bambini, scoperte, avventure e le immancabili conquiste tipiche di quella fascia di sviluppo, meglio ancora se in rima; il tutto veicolato dai personaggi della fiaba, con cui la bambina si possa identificare, che siano curiosi, positivi, intraprendenti e rassicuranti. Ancora meglio se questi libri hanno effetti sonori, inserti in rilievo, fatti di diversi materiali che appaghino la curiosità tattile o prevedano il coinvolgimento del bambino, tramite l’interazione con il testo stesso. E in ultimo la concatenazione di eventi, che dev’essere imprevedibile, per meglio attrarre l’interesse del fruitore.

Cara Marta, il mio consiglio è quello di iniziare da fiabe come Cappuccetto Rosso, I tre porcellini e Riccioli D’oro, per dirtene alcune. Nella prima, la bambina che deve portare il cestino alla nonna, lasciando la mamma e dovendo attraversare il bosco da sola, dove incontrerà il lupo, rappresenta l’allegoria con il rito di separazione  dall’adulto di riferimento: il bosco rappresenta tutto l’insieme di esperienze sconosciute verso il quale il bambino è volto, nella sua crescita; il lupo è il pericolo da cui i bambini sono inconsciamente attratti, tanto da disubbedire alle raccomandazioni dei genitori.

La fiaba I Tre Porcellini invece enfatizza la crescita, passando per la personale ricerca di indipendenza, che troviamo, in modo diverso, nelle fasi dello sviluppo di ogni bambino. I porcellini grazie alle loro esperienze, raggiungono le capacità e la maturità per poter costruire la loro casa. Attraverso la presenza del lupo, il personaggio da cui diffidare, i porcellini, così come i bambini, prendono coscienza che lavorando sodo si diventa grandi e una volta cresciuti ci si può difendere  dal “male”, meglio ancora se lo si fa insieme, facendo proprio il motto che l’unione fa la forza.

Nella fiaba di Riccioli D’oro, la bambina che entra nella casa degli orsetti rappresenta la necessità di trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo, sperimentando le diverse opportunità che quell’ ambiente le offre fino a trovare quella più adatta a sè.

Ecco, cara Marta, spero di averti dato qualche buono spunto dal quale partire, ma soprattutto dei validi criteri con i quali scegliere una fiaba adatta alla piccola Samantha.