LA GRAVIDANZA NARRATA AD UN BAMBINO

D: Buonasera cara Melissa, mi chiamo Giorgia e sono mamma di Paolo che ha 5 anni, e che tra circa 6 mesi diventerà un fratello maggiore. Io e il suo papà non l’abbiamo messo al corrente di questa bella notizia, dato che non si vede ancora il mio pancino, ma non vorrei dovergli raccontare di cicogne o cavoli. Come posso spiegargli il miracolo della vita, senza dirgli troppe bugie sulla gravidanza?

R: Cara Giorgia, sono perfettamente in accordo con la tua idea di evitare storie improbabili di cicogne o cavoli, non fosse altro perché nel momento in cui i bambini  vengono a scoprire che le storie che gli avete raccontato sono solo una bugia, perdono la fiducia nelle vostre spiegazioni, nelle vostre parole. E’ lecito da parte vostra fare i conti con l‘imbarazzo che proverete di fronte ad alcune domande che vi verranno poste in merito all’argomento, fosse solo perché non eravate preparati, ma dovrete anche avere ben presente che affrontare questo argomento con i bambini è una tappa fondamentale per la loro crescita. La loro curiosità cresce con la loro età, quindi è consigliabile non sottrarsi mai alle loro domande, raccontando la pura e semplice verità, in questo caso in merito alla gravidanza, ovviamente pesando le parole con cui si forniscono le dovute informazioni, tenendo in considerazione l’età dell’interlocutore a cui vi state rivolgendo. Tra l’altro il mio consiglio è quello di concedervi il lusso di non dire più di quanto non vi sia stato chiesto.

LA GRAVIDANZA: UNA BELLA STORIA

Data l’età di tuo figlio, cara Giorgia, devi inventare per lui una storia  che coniughi un pizzico di fantasia con la realtà, se possibile, passando per un analogia con un esperienza  vissuta, che quindi per lui sia tangibile. Per esempio, potresti sfruttare l’analogia, o meglio similitudine, del semino che messo nella terra, grazie al calore e al nutrimento della terra stessa, fa crescere le radici di quello che diventerà un albero forte, con una folta chioma, proprio come lui, Paolo. Così, cara Giorgia, gli potrete spiegare che anche il papà ha donato un semino alla mamma che l’ha accolto dentro di sè, come la terra, e che tu mamma lo scalderai con il tuo amore, proprio come scaldi lui con i tuoi abbracci. Nutrirai questo piccolo semino e lo farai crescere al sicuro, come la terra mette al sicuro il semino dell’albero, e un giorno non troppo lontano, così come nasce un alberello, nascerà un bel bambino proprio come lui, Paolo!

Crescendo poi è molto probabile che ti farà altre domande sull’argomento, in presenza o meno di una gravidanza, ma per ora ricorda, non dirgli più di quanto non voglia sapere. Tu e tuo marito siate sempre sereni quando vi rapportate a vostro figlio. Credo che non ci sia niente di più bello che vedere un bambino crescere, animato dalla sua curiosità e supportato dalla sua intelligenza, che si interroga sulla vita, la realtà che lo circonda, con tutto il suo bagaglio di inesplorate emozioni. Tu dovrai dare a tuo figlio Paolo gli strumenti per capire, e il sostegno per esprimere le sue emozioni.

Volendo  uno spunto, puoi trovare in commercio libri che raccontano l’argomento della gravidanza, differenziando le varie fasce di sviluppo, in modo adeguato e comprensibile.

Cara Giorgia, faccio a te, al piccolo futuro fratello maggiore Paolo, e anche al papà l’augurio di affrontare questo nuovo percorso con letizia.