BABBO NATALE STA PER ARRIVARE, MA QUANTI ANNI HAI?

Cari genitori ci siamo quasi…tra qualche giorno, 15 per l’esattezza, Babbo Natale, o chiunque esso sia e come lo vogliate chiamare, si calerà dai camini delle vostre case, varcherà le finestre o le porte, o si limiterà a lasciare il bottino tanto atteso sull’uscio di casa…ma siamo certi che arriverà!

Ci sono alcuni di voi che si chiedono, in maniera pubblica o strettamente privata, in cuor proprio o confrontandosi con altri genitori, fino a quale età dei vostri figli sia giusto raccontare e assecondare le fantasie che scaturiscono dalla favola di Babbo Natale. Personalmente, io ci ho creduto fino a che ho potuto, se non sbaglio avevo dieci anni, quando a sfatare la mia “favola bianca” sono stati i miei compagni della 5° elementare, prendendomi anche in giro! Ma poco importa questo ricordo: ciò che porto nel cuore riguardo quegli anni in cui immancabilmente scrivevo nella mia letterina la lista dei miei desideri e la spedivo in Finlandia, proprio alla casa di Babbo Natale, questo rimane vivido, dolce ed estremamente emozionante e pensandoci bene, è una sensazione che negli anni non mi ha mai abbandonato….

Babbo Natale e la sua evoluzione tra tempo e cultura

Leggendo, qua e là i dubbi genitoriali in merito all’argomento, mi sono chiesta se forse non varrebbe la pena di lasciare che i bambini, fin dalla più tenera età, si affezionino al vero significato che si cela dietro i regali che Babbo Natale porta in dono, e rimangano attaccati a questo concetto anche in età adulta, così come dovremmo fare noi. Il dono, il donare: ecco  il vero significato di questo particolare periodo dell’anno che ricorre nei racconti di ogni tempo e di diverse culture, che narrino di questo “buon uomo”. Infatti molte leggende, dall’Europa all’Africa, dall’Asia alle Americhe, in diversi periodi storici, partendo addirittura dagli antichi greci, narrano di un uomo generoso che donava agli altri, si fosse trattato di beni materiali o solo di attenzioni. Alcune ricerche sosterebbero che nell’antica Grecia, una primitiva figura, comparabile all’odierno Babbo Natale, fosse raffigurata da Apollo che durante il solstizio invernale portava la luce e il calore del sole, sul suo carro trainato dai cavalli, per donarlo al popolo. Gli antichi romani, invece veneravano il dio Saturno portatore di abbondanza, sempre nel periodo del solstizio invernale, dedicandogli delle feste nelle quali era uso e costume scambiarsi dei doni. Il folclore germanico credeva che il dio Odino portasse doni e dolciumi ai bambini che lasciavano nei loro stivali, carote e paglia destinati ai cavalli della divinità, davanti ai caminetti delle loro case, sempre nel periodo del solstizio d’inverno; oppure credevano in un sant’uomo che imprigionava il demone che spaventava il popolo e lo costringeva a fare ammenda con i cittadini, passando di casa in casa e portando loro dei doni. In Islanda, la credenza vuole che ci siano addirittura 13 Babbi Natale e che ognuno di loro porti un regalo ai bambini che sono stati bravi e solo delle patate a quelli che invece si sono comportati male . Con l’avvento del cristianesimo ancora, la figura di Babbo Natale prese ispirazione dal cardinale di Myra (Turchia), che diventò poi san Nicola: di lui si narra che salvò tre fanciulle da un destino infausto, regalando loro il denaro necessario alla loro dote. Fino a giungere ai giorni nostri dove la figura di Babbo Natale è stata enfatizzata e mercificata ad opera di scritti britannici, corredati di immagini molto vicine a quella comunemente usata oggi, per rappresentare quest’uomo corpulento e barbuto, così come in america è diventato il simbolo di una nota marca di bibite.

Possiamo essere tutti Babbo Natale

Ora, a fronte di questa infarinatura, con la quale spero di non avervi annoiato, sulle varie leggende che sono aleggiate nei diversi contesti storico-culturali, in merito all’esistenza, vera o presunta, di questo buon uomo, quello che ci terrei a sottolineare è il filo conduttore che unisce tutte queste figure, sopra citate: la generosità e la propensione a donare, come azione fine a se stessa.

Donare: dare ad altri liberamente e  senza compenso, cosa utile e gradita.

Allora anziché preoccuparci di chi sia a portare i doni che si possono trovare la mattina di Natale sotto l’albero, perché non valorizzare la bellezza di dare in dono qualcosa, lasciando che ad arricchirci siano i sorrisi e la gioia di chi riceve, e insegnando questo ai bambini!?! Perché non ingentilire la tradizione, che vuole che si lascino latte e biscotti per il signor Babbo Natale, per rifocillarsi dal suo lungo peregrinare, lasciando invece un gioco o un oggetto, ormai dismesso (chi non ne ha in casa?!), in cambio del dono che si riceverà, in modo da esorcizzare l’idea del dono e non solo il concetto, abbastanza materiale , del solo ricevere!?!

Insomma, io credo che Babbo Natale possa venire,  da ognuno di noi, qualunque sia la nostra età anagrafica e non importa se viene vissuto come una favola senza tempo o come una scomoda realtà, se nel frattempo impariamo noi adulti e insegniamo ai bambini che ci circondano ad essere dei “Babbi Natale” per gli altri…. donando, non importa cosa: oggetti, sorrisi, gesti o sentimenti; quello che risulterà davvero importante sarà il desiderio stesso che ci animerà in questa nuova visione !

 



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