NOTTI INSONNI, GENITORI DISPERATI

Motivazione

I genitori di Leonardo, 1 anno e 1 mese, da tempo hanno difficoltà durante la notte perché loro figlio fatica ad addormentarsi e si sveglia spesso durante la notte.

Osservazione

Ore 19:00, quando arrivo, Leonardo deve cenare, la tavola è apparecchiata solo per lui, viene messo nella sua seggiolina rialzata, davanti a lui ha un piatto nel quale la mamma mette un po’ di pappa che Leonardo provvede, in autonomia, a portarsi alla bocca con le mani e la mamma, nel frattempo, lo imbocca.

Finita la cena , mamma e papà si prodigano per preparare il bagnetto per Leonardo, mentre l’acqua riempie la vasca, sia mamma che papà si occupano di svestire il figlio: appena è pronto, è il papà ad occuparsi del momento dell’igiene personale, mentre la mamma prende una piccola pausa. Leonardo nell’acqua è molto a suo agio, anzi è molto vivace, gioca con i suoi giochini e con l’acqua, e si lascia lavare senza fare storie dal papà che lo insapona e lo sciacqua abbastanza velocemente.

Nel frattempo la mamma ritorna, giusto in tempo per fasciarlo con l’asciugamano e portarlo in cameretta per asciugarlo e rivestirlo. Mentre la mamma veste Leonardo, il papà gli asciuga i capelli. Leonardo cerca di afferrare una scatolina per giocarci ma gli viene tolta…piange, ma viene subito consolato e distratto con altro. In questo frangente gli viene anche somministrato un cucchiaino di melatonina, prescritto dal medico curante, che lo aiuti ad indurre il sonno…infatti mentre ancora lo stanno vestendo, con il pigiamino, gli preannunciano che è già ora di andare a letto, salvo decidere, una volta che Leonardo è pronto, che forse è meglio farlo giocare un po’ in sala sul suo tappetino.

Ci spostiamo quindi in sala dove Leonardo gioca qualche minuto sul suo tappetino, ancora abbastanza vispo, muove qualche primo passo tra la mamma e papà, e poi comincia a “gnegnare” un po’, il papà lo vive come il segnale che Leonardo sia stanco, quindi in accordo con la mamma, decidono di affrontare la fase dell’addormentamento.

Il lettino di Leonardo si trova di fianco al letto matrimoniale, quindi andiamo in camera, io mi siedo sul letto , mentre la mamma, con Leo in braccio, in posizione verticale, appoggiato alla sua spalla, a luci spente e porta socchiusa, comincia a camminare, ai piedi del letto, avanti e indietro, con passo abbastanza spedito, mentre canta, con voce abbastanza alta, una bella ninna nanna. Leonardo inizialmente mostra resistenza all’addormentamento poi finalmente cede, ma sono passati forse 10/15 minuti, la mamma lo posiziona nel suo lettino: sono le 20:16.

Ore 21:42, Leonardo si sveglia, il papà accorre, lo prende su dal lettino, lo tiene in braccio, in posizione verticale, lo ninna camminando su e giù per la stanza, ai piedi del letto. Il tempo per addormentarlo si dilata, il papà prova a sistemare Leo nel letto, percependolo addormentato, ma il bambino ricomincia a lamentarsi . La mamma accorre in soccorso del papà e completa l’opera prendendo in braccio Leonardo e ricominciando a cantare per lui la ninna nanna, camminando avanti e indietro, ai piedi del letto; passa altro tempo e finalmente Leo si riaddormenta e viene rimesso nel suo lettino.

La mia osservazione si conclude.

Consigli utili

Leonardo si è subito dimostrato un bambino molto vivace e pieno di energie: è necessario, quindi, che durante il giorno gli venga offerta la possibilità di fare attività che impieghino le sue energie sia a livello fisico che emotivo, arriverà così alla sera più stanco e propenso a prendere sonno. A questo processo concorrono anche le attività che vengono proposte prima della messa a nanna che devono essere meno concitate e più dilatate nel tempo per permettere a Leonardo un ‘elaborazione emotiva e un discreto dispendio di energia. Oltre a questo, deve essere riconsiderato il metodo utilizzato per la messa a nanna: Leonardo, che viene addormentato in braccio, tra l’altro in posizione eretta, quando si risveglia nel suo lettino prova il disagio di trovarsi in una diversa condizione rispetto a quella in cui si era addormentato ed essendo abituato a questo metodo, non riesce a riprendere sonno in autonomia. Sarà quindi necessario provare a mettere in pratica una nuova strategia che contempli l’abitudine di addormentarsi nel proprio lettino, come mi è stato raccontato che accadeva quando Leonardo era più piccolo.

  • La cena: il mio consiglio è quella di posticiparla, anche solo di un mezz’ora e di condividerla con il piccolo di casa. Questo aspetto è molto importante per due ragioni: Leonardo seguendo l’esempio spontaneo dei genitori imparerà a mangiare in autonomia, prima portando il cibo alla bocca come accade anche ora, poi prendendo confidenza con le posate; l’esempio che gli verrà proposto e la convivialità della condizione, lo indurrà a mangiare con più piacere, a passare più tempo a tavola e ad emozionarsi per le piccole novità che di giorno in giorno lo sorprenderanno, seduto a tavola con mamma e papà.
  • La parentesi di gioco che viene offerta a Leonardo deve essere inserita tra la cena e il bagnetto: Leonardo può essere lasciato a giocare in autonomia, sul suo tappetone nella sala da pranzo, sempre sotto lo sguardo vigile dei genitori, che magari possono permettersi di finire la cena lasciando che Leonardo giochi da solo anche quando li chiamerà, lamentandosi, come a chiedere la loro presenza, che potrà essergli offerta solo verbalmente, con parole dal tono rassicurante, senza accorrere al suo cospetto al primo richiamo. Questo atteggiamento farà si che Leonardo non associ ogni suo lamento ad un sicuro intervento dell’adulto. Questo momento può anche durare una mezz’ora, dando a Leonardo il tempo di digerire il pasto prima di andare a letto.
  • Il bagnetto, che dovrebbe avere una funzione rilassante e distensiva, consiglio di farglielo prima della messa a nanna. Eventualmente, prima di fare il bagno, si può somministrare a Leonardo la melatonina, come d’ abitudine, in modo che possa fare effetto nelle giuste tempistiche. L’acqua calda e i massaggi dell’adulto che insapona la pelle, concorreranno a rilassare il piccolo Leonardo; il mio consiglio è anche quello di non offrirgli troppi giochi, nella vaschetta, per evitare che si ecciti troppo e perda la stanchezza.
  • La fase della nanna, che a seguito delle attività descritte sopra, dovrebbe sorprendere Leonardo un po’ più stanco e sonnolento, può mantenere alcune caratteristiche alle quali il piccolo Leo è abituato: la cantilena rassicurante e il buio nella stanza, ma deve cominciare e finire con Leonardo nel suo lettino. Potrebbe essere d’aiuto sistemare Leonardo sul fianco e utilizzare il cuscino paracolpi del lettino per abbracciarlo, ricreando, in un certo senso, la condizione alla quale è abituato, una copertina o un lenzuolino ben rimboccati sotto il cuscino garantirebbero al meglio la sensazione dell’abbraccio. Meglio ancora se vicino al suo volto viene posizionato il “doudou” debitamente impregnato dell’odore di mamma e papà, altro elemento fondamentale della “vecchia” abitudine di addormentarsi a stretto contatto con la pelle dei genitori.. Inizialmente, non riconoscendo la metodologia di addormentamento, opporrà resistenza, sarà necessario cullarlo dolcemente dondolandolo sul fianco stesso, qualche leggera e amorevole pacchetta sulla schiena lo consolerà se dovesse piangere e, se dovesse servire, mamma e papà potrebbero anche avvicinarsi con il corpo al suo, per fargli sentire il calore umano. Tutto questo però, deve avvenire lasciando Leonardo nel suo letto. Anche la notte, quando Leonardo si risveglierà, sarà necessario procedere utilizzando la medesima strategia, per non confondergli le idee, lasciandogli il tempo di elaborare ed assimilare la nuova abitudine. Se dovesse verificarsi il caso in cui Leonardo piange e si dispera senza lasciarsi consolare, sarà necessario prenderlo in braccio, calmarlo, consolarlo, fargli sentire che mamma e papà ci sono. Sarà altrettanto importante, però, rimetterlo nel suo lettino prima che si addormenti in braccio. Lo stesso metodo deve essere riproposto anche in occasione del sonnelino pomeridiano.

Dato che Leonardo è abituato ad una poppata notturna che mamma e papà vorrebbero eliminare, e che hanno provato a sostituire con la camomilla ma con scarso successo, consiglio di utilizzare semplicemente dell’acqua, nel biberon, la suzione di fatto è un gesto consolatorio di per sé; se si vuole dare un po’ di camomilla sarà necessario abituare Leonardo a questo gusto anche di giorno, in modo da non coglierlo impreparato la notte con un sapore che non riconosce.

Certo questo processo, nel quale verranno variate le routines a cui Leonardo è abituato, sarà lungo e non poco impegnativo, Leonardo sicuramente opporrà resistenza,  ma con i bambini è necessaria tanta pazienza, una buona dose di perseveranz,a oltre ad un’intaccabile fermezza nel perseguire gli obbiettivi che ci si è preposti. Tutti questi aspetti faranno sentire il bambino rassicurato, anche davanti ai cambiamenti in corso.

Per ulteriori suggerimenti, chiarimenti o perplessità, rimango a disposizione della famiglia, grata della fiducia accordatami.

 

 



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