A VOLTE MIO FIGLIO E’RIBELLE…

Buongiorno mi chiamo Valentina e sono la mamma di un bambino di quattro anni e mezzo. E’ sempre stato un bimbo molto socievole, estremamente dolce e affettuoso, vivacissimo, molto sensibile ed acuto,ma allo stesso tempo con un carattere molto forte che a periodi alternati  mette alla prova noi genitori, specie me, con continui no a qualsiasi richiesta…alterna periodi dov’è più tranquillo e ubbidiente a periodi in cui è totalmente ribelle e molto nervosismo.fatica molto a giocare da solo richiede continuamente la nostra presenza e noi cerchiamo di accontentarlo ma a volte anche di incoraggiarlo a giocare da solo… quando gioca e non riesce a fare ciò che vorrebbe spesso va in escandescenze gridando e lanciando oggetti...noi cerchiamo di insegnargli che anche se è normale arrabbiarsi, non si deve gridare e lanciare oggetti perché può essere pericoloso per sé e per la casa… a volte usiamo qualche punizione come stare seduto sulla sedia qualche minuto, prima funzionava di più,ora si rifiuta di stare seduto…allora abbiamo provato a farlo andare nella altra stanza fino a che non si è calmato ma comincia a piangere dicendo che ha paura di stare solo… oppure ultimamente gli vietiamo di giocare con i giochi sul tablet … specie giochi di macchine o tipo super Mario…a cui lui è talmente appassionato che non riesce mai a staccarsi facendo delle scenate assurde gridando e dicendo che siamo cattivi…noi gli permettiamo di giocare per un’ora al giorno perché gli abbiamo spiegato che fa male al suo cervello, come troppa cioccolata fa male alla pancia, quando si è tranquillizzato lo capisce e acconsente,ma quando deve distaccarsi da tali giochi non sente ragioni. Dobbiamo così, spesso, ricorrere ad una punizione per fargli capire che non si grida e non si risponde male a mamma e papà e che le regole, se rispettate, servono a proteggerci….ma spesso durante il giorno continua incessantemente a chiedere di giocare con il tablet, fino allo sfinimento, anche se noi non cediamo,e spesso per questo lui si arrabbia di nuovo , palesando la sua indole ribelle, dicendo che siamo cattivi…si sveglia la mattina e il primo pensiero sono i giochi sul tablet... abbiamo anche pensato di cancellare i suddetti giochi ma quando stiamo con amici e ragazzini che li hanno sul telefono,mio figlio passa la serata a chiederli e cercarli….a scuola è bravissimo,calmo e abbastanza ubbidiente,le maestre dicono che lavora bene, è sereno e si sforza di stare alle regole anche se per lui caratterialmente è difficile,con i compagni è bravo …ma hanno l impressione che per tutto il giorno lui cerchi di trattenere la sua indole un po’ ribelle riversando poi il nervosismo a casa…. stiamo passando un periodo molto difficile… per un mese e mezzo a gennaio sembrava un altro bambino,calmo sereno, ubbidiente,giocava molto di più da solo,e spegneva da solo i giochi sul tablet quando suonava il timer…ma da febbraio in concomitanza col provare a farlo stare due tre giorni a mensa a scuola,(visto che prima non voleva, anche se lo ha poi chiesto lui e le maestre dicono che è contento mangia ed è molto sereno…dopo un po’ non voleva più rimanere e neanche andare a scuola, anche se a scuola non lo mostra…senza nessun motivo apparente perché quando gli chiediamo il perché, lui non ci dice niente) è cominciato un periodo molto difficile dove è di nuovo nervoso e ribelle , poche volte spegne il tablet da solo…e fa capricci immensi rispondendo male gridando e lanciando oggetti…non vuole più stare da solo e vuole che giochiamo sempre con lui…quando si calma poi però è molto  affettuoso e chiede scusa…siamo snervati e non sappiamo come uscire da questa situazione…. grazie mille per la sua attenzione.

Buongiorno cara Valentina, grazie per avermi scritto! Nella tua lettera si parla di diversi aspetti della vita di tuo figlio, il fattore comune a tutti i tuoi racconti è la sua indole ribelle e la reazione arrabbiata d’innanzi ad un diniego o ad un fallimento. Cercherò quindi di procedere per punti, cercando di essere il più esaustiva possibile…
L’alternanza tra periodi positivi e periodi in cui tuo figlio ti sembra più ribelle e nervoso è del tutto fisiologica e comprensibile, la continua evoluzione del bambino prevede l’esigenza di adattarsi ai cambiamenti effettivi e percettivi del mondo che lo circonda e non solo. Tuo figlio si trova a doversi confrontare con nuove sensazioni, a volte a lui sconosciute, da esplorare e da imparare a gestire; nuove competenze e capacità ma anche nuove difficoltà, nelle quali può inciampare, che gli creano ansia da prestazione, frustrazione e sconforto. Per poter affrontare questo turbinio di novità, a cui spesso tuo figlio reagisce con rabbia, è necessaria la presenza tanto ferma quanto comprensiva della figura genitoriale, che rimanga, quindi, ferma sulle sue decisioni ma che sappia accogliere lo sconforto grazie ad un contenimento fisco espresso con un gesto affettivo.
Ora cercherò di spiegarmi nel dettaglio.

Se dice sempre no

  • se spesso ti senti rispondere di no, cara Valentina, quando chiedi qualcosa a tuo figlio, prova a cambiare metodo nel quale glielo chiedi: puoi provare ad abbassarti al suo livello in modo da poterlo guardare dritto negli occhi, attirando la sua attenzione. Usa un tono di voce molto basso, oltre che molto pacato, in questo modo tuo figlio dovrà concentrarsi per sentire cosa gli stai dicendo e sarà quindi più propenso, fosse anche solo per una questione pratica, ad ascoltarti. Accompagna le tue parole con gesti di affetto, come delle carezze, un abbraccio finale, stringigli le mani mentre gli parli e/o utilizza gesti di incoraggiamento: la “pacca sulla spalla” , battigli il “5” in segno di intesa, stringergli la mano come fanno i grandi o alza il pollice in segno di approvazione e fiducia.

Ovviamente non è detto che questo tipo di atteggiamento nei confronti di tuo figlio funzioni come una bacchetta magica, continuerà a dirti no a delle richieste , ma così facendo si sentirà al centro della tua attenzione e avrà più piacere a venire incontro alle tue richieste. Nel caso lui non voglia collaborare, allora lascialo riflettere per qualche minuto, il luogo non importa, l’idea della seggiola nella quale farlo calmare è una buonissima idea, ma se non vuole starci non deve essere obbligato, così come non deve stare in camera da solo se non se la sente, sia che le sue paure siano reali o che siano solo scuse. L’ importante è che rimanga a pensare senza avere la possibilità di distrarsi con altre attività, come il gioco, per esempio, e che voi genitori, soprattutto tu, cara mamma, rimaniate fermi sulle vostre decisioni. Un bambino, a maggior ragione se è un po’ ribelle, come tu definisci tuo figlio, tenta sempre di sfidare le figure adulte di riferimento che lo circondano, per vedere dove sono i suoi confini e fin dove si può spingere, ma se vedrà, davanti a se, dei confini invalicabili, si sentirà protetto e anche più sicuro di sé.

Se non vuole giocare da solo

  • Per quanto riguarda i momenti di gioco, che tuo figlio vuole condividere con voi genitori, mentre voi cercate di spronarlo a giocare in autonomia, posso provare a suggerirti una strategia alternativa: quando vi chiede di giocare con lui accettate a patto di poter scegliere il tipo di gioco, meglio se educativo e di società, ovviamente comparato con l’età di tuo figlio. Se tuo figlio dovesse rifiutarsi di giocare, puoi tranquillamente invitarlo a giocare da solo al gioco che preferisce lui, in modo tale che sia esso stesso artefice della sua scelta…di essere autonomo! Se mentre gioca o giocate, e lui non dovesse riuscire a fare qualcosa, e si dovesse arrabbiare, dimostrandosi ribelle nei confronti delle buone regole comportamentali, lanciando il gioco che state o che sta usando, non vi scomponete, rimanete calmi, raccogliete il gioco e riponetelo al suo posto, lasciate il bimbo là dove si trova e andate a fare altre cose, senza rimproveralo, senza dare troppe spiegazioni, che il più delle volte sortiscono l’effetto contrario a quello sperato perché confondono le idee ai bambini ancora piccoli come tuo figlio. Nella migliore delle ipotesi, dopo essersi calmato, sarà proprio lui a venire a chiedere a te il perché del tuo comportamento e allora potrai semplicemente dirgli che se lui si comporta in un certo modo, voi genitori non avrete più il piacere di condividere con lui il momento del gioco!

Molto importante è l’apporto educativo alla vita sociale nella scuola: il mio consiglio è quello di lasciare il bambino a pranzo con i suoi coetanei e le sue maestre tutti i giorni della settimana, anche al pomeriggio, fino all’uscita pomeridiana della scuola. Ci sono scelte che deve essere il genitore a fare per il bambino, lasciare il bambino libero di scegliere, senza che esso abbia ragionevoli parametri per farlo, lo manda in confusione e lo rende insicuro. Certo dovrete lasciargli il tempo di potersi adattare e misurare con questa nuova situazione ma se, come dicono le sue maestre, a scuola si dimostra sereno e a suo agio, passare più tempo con altri bambini, suoi compagni di scuola con i quali condividerà momenti di gioco e socializzazione, all’interno di dinamiche educative/didattico/formative, lo aiuteranno a rendersi autonomo nella gestione delle sue emozioni.

Tablet, non deve diventare una dipendenza

  • Argomento tablet… per quanto i bambini dovrebbero arrivare ad utilizzare più tardi possibile questi ausili tecnologici, mi rendo conto che è una sorta di imposizione dettata dalla società in cui viviamo oltre che dal periodo storico che attraversiamo.( Vedi anche STRUMENTI TECNOLOGICI NELLE MANI DEI BAMBINI, GESTIAMOLI! ).Un’ora al giorno mi sembra un tempo ragionevole ma, dato il suo attaccamento quasi morboso a questo oggetto e gli episodi di dipendenza che ha manifestato, come alzarsi la mattina e chiedere subito di questo oggetto, il mio consiglio è quello di bandirlo, per un periodo. Il distacco totale dal tablet, lo spezzare la routine giornaliera del suo utilizzo e la conseguente necessità di tuo figlio di crearsi delle alternative, diminuirà il desiderio di utilizzarlo. Ovvio che ci vorrà tempo, tanta pazienza e a volte si potranno verificare degli episodi di ” braccio di ferro”, in cui tuo figlio si dimostrerà ribelle per l’ennesima volta ma voi genitori dovrete uscire vincitori da questi conflitti.

Fare il genitore è, senza  ombra di dubbio, uno dei mestieri più appaganti che esistano, lo è tanto quanto è un mestiere difficile nel quale bisogna sempre tenere i nervi saldi, ricordarsi quale sia la meta e godersi il viaggio, con i suoi scorci di meraviglia e i suoi imprevisti! Non ci sono purtroppo bacchette magiche che possano catapultare il genitore e con lui, i figli, in qualche luogo paradisiaco ma con tanta amorevolezza, dedizione, pazienza e perseveranza, il viaggio che farete con i vostri bambini sarà pieno di bellissime sorprese!

 



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