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TORNA NEL TUO LETTO

D: Ciao, mi chiamo Fabiana e sono la mamma di Giacomo che ha 30 mesi. Mio figlio è sempre stato molto bravo nel momento di andare a nanna: si è sempre coricato nel suo lettino e si è sempre addormentato in pochi minuti, mentre leggevo per lui una favola. Sono ormai alcuni giorni, però, che si rifiuta di andare a dormire nel suo letto e che fa fatica ad addormentarsi anche nel letto con me e il suo papà, nonostante la nostra presenza e la nostra gentile concessione, nonostante gli raccontiamo una favola e nonostante lo coccoliamo con carezze e abbracci. Quando finalmente si addormenta, dopo un lungo ed estenuante lasso di tempo, lo riportiamo nel suo letto; ma vorrei riprendesse le vecchie, care e buone abitudini, come possiamo fare?

R: Ciao cara Fabiana, non è raro che si presentino dei periodi, che per fortuna sono solo di passaggio, in cui i bambini si mostrano meno disposti ad attenersi alle abitudini che hanno interiorizzato nel tempo. E’ bene quindi, come prima cosa, cercare di indagare quali siano le motivazioni che influenzano questi “cambi di rotta” del vostro bambino.

MOTIVAZIONI PER LE QUALI NON VUOLE DORMIRE NEL SUO LETTO

Potrebbe esserci stato qualche cambiamento a livello familiare o ambientale che lo può avere destabilizzato, oppure un malessere fisico, come la nascita di qualche nuovo dentino o un mal di pancia, che lo infastidiscono, dei cambi di abitudini durante l’arco della giornata che danno a vostro figlio una diversa percezione del tempo e degli spazi; ancora, potrebbe percepire un vostro diverso stato d’animo ed essendo i bambini molto empatici, ne vengono influenzati, per quanto a voi non sembri di dimostrarlo; o molto semplicemente, sente l’arrivo della primavera, che di per sé può sembrare una frase fatta ma non lo è, perché i bambini sono molto meteoropatici e avvertono i cambi del tempo che si riflettono, inconsapevolmente, sui loro comportamenti. Quindi, data l’età di Giacomo, parlate con lui e chiedetegli, usando parole semplice e frasi brevi e comprensibili, consone alla sua età evolutiva, quali siano le ragione per le quali non vuole dormire nel suo letto. Sebbene le sue spiegazioni vi potranno, perché lo saranno, sembrare sconclusionate e fantastiche, sono certa che sarete in grado di carpirne un fondo realistico e quasi oggettivo, dal quale potrete trarre giuste conclusioni e costruttive soluzioni.

POSSIBILI SOLUZIONI CHE RENDANO APPETIBILE TORNARE A DORMIRE NEL SUO LETTO

Detto questo un altro consiglio che vi voglio dare è quello di cambiare le routines che accompagnano il momento della messa a nanna, che non conosco nello specifico, ma a cui sono certa potrete riuscire a trovare una buona alternativa, come ad esempio sostituire il bagnetto ad una doccia veloce, la lettura della fiaba all’intonazione di una dolce ninna nanna ed eventualmente anche l’orario stesso della nanna: se siete abituati a mettere vostro figlio a letto tardi, cara Fabiana, potreste provare ad anticipare, e viceversa. Magari potreste pensare di cambiare le lenzuolina del letto di Giacomo facendole scegliere a lui, così come potrebbe essere coinvolto nella scelta di un nuovo “amico”, come un peluche piuttosto che un giocattolo, da abbinare, e non da sostituire, a quello già in uso, se c’è già e se non c’è può diventare un buon incentivo, che lui possa portare a letto con sè e addirittura impegnarsi ad addormentare proprio come voi fate con lui. Se Giacomo ha l’abitudine di bere il latte con il biberon prima di addormentarsi, potresti proporgli di aiutarti a prepararlo, in modo che possa essere artefice dei preparativi, e nel frattempo preparasi mentalmente lui stesso, al momento della messa a letto.

Se tutti questi accorgimenti non avranno sortito alcun effetto su tuo figlio, cara Fabiana, allora ti consiglio di fare un passo indietro: rimanendo ferma sulla decisione che tu e tuo marito avete preso, cioè quella che Giacomo deve dormire nel suo letto, senza bisogno di perdere le staffe, che tra l’altro sortirebbe l’effetto contrario, attivando una sorta di modalità di sfida tra il piccolo di casa e i grandi che intendono contrastarlo, spiegategli che potrà scegliere dove andare a dormire, ma che se sceglierà di andare nel lettone, non sarete disposti ad accompagnarlo, nè ad occuparvi della preparazione solita della messa a nanna e tanto meno a rimanere al suo fianco deliziandolo con favole o ninne nanne fino a quando si addormenta. Questo vostro atteggiamento pacato ma fermo, sicuramente lo destabilizzerà: molto probabilmente, per i primi giorni, vi terrà testa scegliendo comunque di andare, seppure da solo, a dormire nel vostro lettone e si addormenterà anche, ma a lungo andare sono certa che prevarrà in lui il desiderio di godere delle vostre attenzione e di potersi addormentare coccolato dai vostri gesti e dalla vostra voce.

Ci vuole sempre tanta pazienza e perseveranza con i bambini, questo è indubbio, ma è anche necessario al fine di fare sentire i bambini sicuri e protetti nelle mani di chi si prende cura di loro che proprio tramite la fermezza nelle proprie decisioni e la serenità nell’affrontare le sfide, anche quelle a cui ci sottopongono i bambini, in questo caso vostro figlio, rafforzano queste sensazioni.

Mi auguro che possiate prendere spunto da questi miei consigli per ritrovare una strada tutta vostra, da percorrere con vostro figlio, in serenità e collaborazione.